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Nel mercato attuale, la capacità di rispondere rapidamente ai cambiamenti non è più un vantaggio competitivo, ma una necessità per la sopravvivenza. Le aziende B2B, in particolare, operano in un ecosistema complesso dove i cicli di progetto sono lunghi, gli stakeholder sono numerosi e le aspettative di valore sono altissime. Scegliere un modello di project management non è solo una decisione tecnica, ma una scelta strategica che impatta l'efficienza operativa, il time-to-market e la capacità di innovare. Le metodologie Agili offrono un'alternativa potente ai modelli tradizionali a cascata (waterfall), ma il vasto universo Agile può generare confusione.
Scrum, Kanban e Lean sono termini spesso usati in modo intercambiabile, ma rappresentano approcci distinti con forze e scopi differenti. Questa guida è pensata per i leader e i project manager del settore B2B che non cercano definizioni superficiali, ma una bussola per navigare la complessità e fare una scelta informata. Analizzeremo in profondità ogni framework, confronteremo le loro caratteristiche operative e ti forniremo i criteri pratici per decidere quale sia il più adatto per i tuoi team e i tuoi progetti, assicurando che la tua trasformazione Agile sia un successo misurabile e non solo un cambio di etichette.
Prima di addentrarci nel confronto tra Scrum, Kanban e Lean, è fondamentale fare un passo indietro e comprendere il paradigma che li accomuna: l'Agile. Nato ufficialmente nel 2001 con la pubblicazione del "Manifesto per lo Sviluppo Agile del Software", l'Agile è prima di tutto una mentalità, un insieme di valori e principi che pone l'accento sulla flessibilità, la collaborazione e il rilascio di valore incrementale e continuo. L'idea di fondo è semplice ma rivoluzionaria: accettare che i requisiti e le priorità possono (e devono) cambiare durante il ciclo di vita di un progetto, e strutturare il lavoro per abbracciare questo cambiamento anziché combatterlo.
Questo approccio si contrappone nettamente al modello tradizionale "a cascata", dove ogni fase del progetto (analisi, design, sviluppo, test) viene completata in sequenza e blindata prima di passare alla successiva. Un modello rigido che funziona bene in contesti stabili e prevedibili, ma che si rivela fragile e inefficiente di fronte alla volatilità dei mercati moderni. L'Agile, al contrario, promuove cicli di lavoro brevi (iterazioni), feedback costanti e un coinvolgimento continuo del cliente o dello stakeholder, assicurando che il prodotto finale sia realmente allineato alle sue esigenze effettive, non a quelle ipotizzate mesi prima.
Sebbene l'Agile abbia le sue radici nello sviluppo software, i suoi principi sono universalmente applicabili e straordinariamente efficaci in qualsiasi contesto di business B2B. Che si tratti di lanciare una nuova linea di prodotti industriali, implementare una complessa soluzione ERP per un cliente o gestire una campagna di marketing multi-canale, la necessità è la stessa: consegnare valore rapidamente, adattarsi alle richieste del cliente e ottimizzare i processi per ridurre gli sprechi. Per un'azienda B2B, adottare una mentalità Agile significa poter testare un'ipotesi di mercato con un "Minimum Viable Product" (MVP) prima di investire budget ingenti, significa poter modificare le specifiche di un progetto in corso senza far deragliare l'intera timeline e significa creare team più autonomi, responsabili e motivati.
In un mondo dove la trasformazione digitale è all'ordine del giorno, l'agilità organizzativa diventa il motore per implementare nuove tecnologie e processi. SAEP ICT, come partner strategico, riconosce che l'adozione di un framework come Scrum o Kanban non è solo l'implementazione di uno strumento, ma un passo fondamentale nel percorso di evoluzione digitale di un'azienda, un cambiamento culturale che sblocca l'efficienza e l'innovazione.
Scrum non è una metodologia completa, ma un "framework", ovvero una cornice all'interno della quale team e organizzazioni possono risolvere problemi complessi e sviluppare prodotti in modo creativo e produttivo, massimizzando il valore. È l'implementazione più popolare e strutturata dell'Agile, basata su un approccio iterativo e incrementale. La sua caratteristica distintiva è il ritmo, imposto da cicli di lavoro a durata fissa chiamati Sprint. Uno Sprint dura tipicamente da una a quattro settimane e si conclude con il rilascio di un "Incremento" di prodotto potenzialmente utilizzabile. Questa cadenza regolare crea una disciplina prevedibile e costringe il team a focalizzarsi su un insieme limitato di obiettivi, trasformando progetti di grandi dimensioni e dall'esito incerto in una serie di piccoli traguardi gestibili.
La forza di Scrum risiede nella sua struttura, che pur essendo leggera è molto prescrittiva riguardo a ruoli, eventi e artefatti. Questo lo rende un eccellente punto di partenza per i team che si avvicinano per la prima volta all'Agile, poiché fornisce una "ricetta" chiara da seguire per mettere in pratica i principi di collaborazione, ispezione e adattamento. Scrum eccelle nella gestione della complessità e dell'incertezza, rendendolo ideale per lo sviluppo di prodotti innovativi dove i requisiti non sono completamente noti all'inizio del percorso.
Il successo di Scrum si fonda su tre pilastri che ne guidano l'implementazione. Senza di essi, gli eventi e gli artefatti di Scrum perdono di significato e si riducono a semplici rituali vuoti.
Per mettere in pratica i tre pilastri, Scrum definisce un insieme chiaro di componenti.
Scrum è la scelta vincente quando si affrontano progetti complessi, dove la soluzione non è nota a priori e i requisiti sono destinati a evolvere. È perfetto per lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi B2B, dove il feedback del mercato è cruciale per definire la direzione. Se il tuo progetto richiede un team dedicato che possa lavorare senza interruzioni su un unico obiettivo per un periodo definito, Scrum fornisce la struttura ideale. La sua natura prescrittiva, con ruoli ed eventi ben definiti, offre una guida sicura per le organizzazioni che stanno iniziando il loro percorso Agile e hanno bisogno di una disciplina chiara per innescare il cambiamento culturale.
Tuttavia, Scrum può risultare rigido per contesti in cui le priorità cambiano quotidianamente e il lavoro è guidato da eventi esterni imprevedibili, come nel caso di team di supporto tecnico o di manutenzione. La regola che vieta di modificare lo Sprint Backlog una volta avviato lo Sprint, sebbene fondamentale per proteggere il focus del team, può essere un limite in questi scenari. È qui che un approccio basato sul flusso, come Kanban, può rivelarsi più adatto.
A differenza della cadenza ritmica di Scrum, Kanban è un metodo focalizzato sull'ottimizzazione di un flusso di lavoro continuo. Il suo obiettivo primario non è gestire un progetto con un inizio e una fine, ma migliorare un processo esistente, rendendolo più efficiente, prevedibile e focalizzato sulla consegna di valore. Il nome "Kanban" in giapponese significa "insegna visiva" o "cartellino", e questo rivela il cuore del metodo: visualizzare il lavoro. Kanban non prescrive ruoli specifici o iterazioni a tempo fisso come Scrum. Invece, si applica direttamente al flusso di lavoro attuale, cercando di migliorarlo in modo evolutivo e non dirompente.
Questo lo rende un framework estremamente flessibile e facile da adottare, poiché il punto di partenza è sempre "inizia con quello che fai ora". Non c'è bisogno di una rivoluzione organizzativa. Si comincia mappando le fasi del processo attuale su una lavagna (la Kanban Board) e si inizia a tracciare il percorso di ogni singola attività, dal suo concepimento al suo completamento. L'enfasi è sulla gestione del flusso, sull'identificazione dei colli di bottiglia e sulla riduzione del tempo necessario affinché un'attività attraversi l'intero processo (il "Lead Time").
Il metodo Kanban si basa su un insieme di principi che guidano il suo approccio evolutivo al cambiamento e alla gestione dei processi.
Il motore operativo di Kanban si basa su due pratiche fondamentali: la visualizzazione e la limitazione del lavoro in corso. La Kanban Board è lo strumento principe. È una rappresentazione visiva del flusso di lavoro, tipicamente divisa in colonne che rappresentano le diverse fasi del processo (es. "Da Fare", "In Analisi", "In Sviluppo", "In Test", "Fatto"). Ogni attività è rappresentata da un cartellino (o una card digitale) che si sposta da sinistra a destra sulla lavagna man mano che progredisce. Questo rende immediatamente visibile a tutti lo stato del lavoro, dove si stanno accumulando i ritardi (colli di bottiglia) e chi sta lavorando su cosa.
Il concetto più potente di Kanban, tuttavia, è il Limite al Work In Progress (WIP). Per ogni fase del flusso di lavoro (o per l'intero sistema) viene definito un numero massimo di attività che possono essere presenti contemporaneamente. Ad esempio, la colonna "In Sviluppo" potrebbe avere un limite WIP di 3. Questo significa che gli sviluppatori non possono iniziare una nuova attività finché una delle tre in corso non viene completata e spostata alla fase successiva. Questo semplice meccanismo costringe il team a smettere di iniziare lavoro e a concentrarsi sul finire lavoro, riducendo drasticamente il multitasking, migliorando la qualità e accelerando il flusso complessivo.
Kanban eccelle in contesti dove il lavoro è un flusso continuo di attività di dimensioni variabili e le priorità possono cambiare rapidamente. È la scelta ideale per team che gestiscono servizi, come il supporto tecnico, la manutenzione di sistemi (es. sistemi ERP o CRM), le operazioni IT (DevOps) o anche processi di business non tecnologici come il recruiting o la gestione degli ordini. Se il tuo team riceve richieste in modo imprevedibile e deve essere in grado di ri-prioritizzare il lavoro al volo, Kanban offre la flessibilità necessaria. La sua enfasi sul miglioramento continuo lo rende perfetto per ottimizzare processi consolidati, identificando ed eliminando inefficienze.
Inoltre, Kanban è un eccellente "primo passo" verso l'agilità per team o aziende molto resistenti al cambiamento. Poiché non impone una struttura rigida fin dall'inizio, permette un'adozione graduale e meno intimidatoria. Tuttavia, la sua mancanza di struttura può essere un'arma a doppio taglio. Richiede un'alta disciplina da parte del team e un impegno proattivo verso il miglioramento, elementi che in team meno maturi potrebbero mancare senza la spinta degli eventi prescritti da Scrum.
Se Scrum è un framework e Kanban è un metodo, il Lean Thinking (Pensiero Snello) è la filosofia che sta alla base di entrambi. Nato nel settore manifatturiero giapponese con il Toyota Production System, il Lean è un approccio sistemico focalizzato su due obiettivi cardine: la massimizzazione del valore per il cliente e la contemporanea eliminazione sistematica degli sprechi (in giapponese, "Muda"). In un contesto di business B2B, questo si traduce nel consegnare esattamente ciò di cui il cliente ha bisogno, nel modo più efficiente possibile, senza fronzoli, ritardi o attività che non aggiungono valore.
Capire il Lean è fondamentale perché fornisce il "perché" dietro molte delle pratiche Agile. Concetti come il miglioramento continuo (Kaizen), la consegna "just-in-time", l'enfasi sul flusso e la responsabilizzazione delle persone che svolgono il lavoro, sono tutti principi Lean. Scrum e Kanban, in modi diversi, applicano questi principi. Scrum lo fa attraverso cicli di ispezione e adattamento, mentre Kanban lo fa ottimizzando il flusso visivo e limitando il lavoro in eccesso. Ignorare il Lean significa rischiare di applicare le meccaniche di Scrum o Kanban senza comprenderne l'anima, trasformandoli in una sterile burocrazia.
Il Lean Thinking si articola in cinque principi guida che possono essere applicati a qualsiasi processo, dalla produzione di un'auto alla fornitura di un servizio di consulenza IT.
È un errore comune mettere Lean sullo stesso piano di Scrum e Kanban come se fossero tre opzioni alternative. È più corretto vedere Lean come la mentalità e la filosofia di base, e Scrum e Kanban come due eccezionali (ma diverse) implementazioni di quella filosofia. Entrambi cercano di creare un sistema "pull", entrambi si focalizzano sull'ottimizzazione del flusso di valore ed entrambi incorporano cicli di feedback per il miglioramento continuo (Kaizen). Kanban è spesso considerato l'implementazione più "pura" dei principi Lean, con la sua enfasi diretta sul flusso e sulla riduzione del WIP. Scrum applica i principi Lean all'interno di una struttura più rigida e ritmata, usando gli Sprint per forzare la consegna di valore e le Retrospective per guidare il miglioramento.
Per un'azienda B2B, quindi, la domanda non è "Scrum, Kanban o Lean?", ma piuttosto: "Quale framework, Scrum o Kanban, ci aiuterà meglio ad applicare i principi Lean nel nostro specifico contesto operativo?". Adottare questa prospettiva permette di andare oltre il dibattito sugli strumenti e di concentrarsi sull'obiettivo finale: diventare un'organizzazione più snella, efficiente e focalizzata sul cliente.
Ora che abbiamo analizzato i tre concetti individualmente, possiamo metterli a confronto diretto per evidenziare le differenze pratiche che guideranno la tua scelta. La decisione tra Scrum e Kanban è una delle più comuni per i team che adottano l'Agile, poiché sono i due framework operativi più diffusi. Non esiste una risposta "giusta" in assoluto; la scelta dipende interamente dalla natura del tuo lavoro, dalla maturità del tuo team e dalla cultura della tua organizzazione. Entrambi sono strumenti potenti per implementare i principi Lean, ma lo fanno con approcci e filosofie differenti. Scrum è prescrittivo e basato sul ritmo, mentre Kanban è adattivo e basato sul flusso.
Questa sezione è progettata per andare oltre le definizioni e fornirti un'analisi comparativa dettagliata su aspetti chiave come la cadenza, i ruoli, la gestione del cambiamento e le metriche di successo. L'obiettivo è darti tutti gli elementi per valutare quale dei due sistemi si allinea meglio con le sfide e gli obiettivi del tuo business. Spesso, la scelta non è nemmeno definitiva: molti team iniziano con uno per poi evolvere verso l'altro o verso un modello ibrido.
Questa è la differenza più fondamentale tra i due framework. Scrum opera su una cadenza fissa e regolare. Il lavoro è organizzato in Sprint, iterazioni di durata costante (es. 2 settimane) durante le quali il team si impegna a completare un insieme predefinito di attività (lo Sprint Backlog). Alla fine di ogni Sprint, viene rilasciato un incremento di valore. Questo ritmo prevedibile è ottimo per la pianificazione e fornisce scadenze chiare e regolari. La consegna avviene in "lotti" alla fine di ogni iterazione.
Kanban, al contrario, non ha iterazioni predefinite. È un modello a flusso continuo (o a pezzo singolo). Le attività vengono "tirate" (pull) nel flusso di lavoro non appena c'è capacità disponibile e vengono rilasciate non appena sono completate, singolarmente. Questo non significa che non ci sia pianificazione o cadenza, ma questa è determinata dal flusso stesso (attraverso riunioni di replenishment) e non da un timer fisso. La consegna è continua e non legata a scadenze predeterminate. Questo modello è molto più flessibile e reattivo ai cambiamenti di priorità.
Anche qui, l'approccio è diametralmente opposto. Scrum è prescrittivo e definisce tre ruoli chiari e obbligatori: il Product Owner (responsabile del "cosa"), lo Scrum Master (responsabile del "come", del processo) e il Development Team (responsabile dell'esecuzione). Questi ruoli creano una struttura di responsabilità ben definita e sono progettati per ottimizzare il processo decisionale e proteggere il team dalle interferenze. L'introduzione di questi ruoli spesso richiede un cambiamento organizzativo.
Kanban non prescrive alcun ruolo. Il principio è "inizia con quello che fai ora", quindi rispetta la struttura e i ruoli esistenti. Questo non significa che i ruoli non possano emergere. Spesso si identificano figure come il Service Request Manager (simile a un Product Owner, gestisce le richieste in entrata) e il Service Delivery Manager (simile a uno Scrum Master, si occupa di ottimizzare il flusso), ma non sono obbligatori. Questa flessibilità rende l'adozione di Kanban meno dirompente dal punto di vista organizzativo, poiché non forza un cambiamento di titoli o gerarchie.
La gestione del cambiamento è un altro punto di differenziazione cruciale. In Scrum, il cambiamento è gestito a livello di Sprint. Una volta che uno Sprint è iniziato, lo Sprint Backlog è considerato "bloccato". Non si dovrebbero aggiungere nuove attività che mettano a rischio l'obiettivo dello Sprint (Sprint Goal). Questo protegge il team e gli permette di focalizzarsi. I cambiamenti e le nuove priorità vengono accolti e inseriti nel Product Backlog, per poi essere valutati durante il successivo Sprint Planning. Il cambiamento è quindi gestito in cicli.
In Kanban, il cambiamento può avvenire in qualsiasi momento. Poiché non esiste uno Sprint, le priorità possono essere modificate dinamicamente. Un'attività urgente può essere inserita in cima alla colonna "Da Fare" e presa in carico non appena si libera capacità nel sistema (rispettando i limiti WIP). Questo rende Kanban estremamente reattivo e adatto a contesti dove la pianificazione a lungo termine è difficile e le emergenze sono la norma. Il sistema è progettato per accogliere e gestire il cambiamento continuo senza interrompere il flusso di lavoro.
Caratteristica | Scrum | Kanban |
---|---|---|
Filosofia di Base | Approccio iterativo e incrementale per gestire progetti complessi. | Approccio basato sul flusso per ottimizzare processi continui. |
Cadenza | Iterazioni a tempo fisso (Sprint da 1-4 settimane). | Flusso continuo, consegna on-demand. |
Ruoli | Prescrittivi: Product Owner, Scrum Master, Development Team. | Nessun ruolo prescritto. Si adatta alla struttura esistente. |
Metriche Chiave | Velocity (lavoro completato per Sprint), Burndown Chart. | Lead Time, Cycle Time, Throughput, Cumulative Flow Diagram. |
Gestione Cambiamenti | I cambiamenti vengono aggiunti al Backlog e considerati per lo Sprint successivo. | Le priorità possono essere cambiate in qualsiasi momento. |
Riunioni (Eventi) | Prescrittive: Sprint Planning, Daily Scrum, Sprint Review, Retrospective. | Non prescrittive, ma emrgono pratiche come Stand-up e Replenishment. |
Focus Principale | Completare un "lotto" di lavoro (Sprint Backlog) entro un tempo fisso. | Ridurre il tempo dall'ideazione alla consegna (Cycle Time). |
Ideale per... | Sviluppo di nuovi prodotti, progetti con requisiti incerti, innovazione. | Team di supporto, manutenzione, operazioni (DevOps), processi di servizio. |
La discussione "Scrum vs. Kanban" spesso porta a credere che la scelta sia binaria e definitiva. La realtà del project management moderno, specialmente in contesti B2B complessi, è molto più sfumata. Le organizzazioni più mature non si limitano a scegliere un framework, ma lo adattano, lo personalizzano e spesso ne combinano gli elementi per creare un sistema che funzioni per loro. L'obiettivo dell'Agile non è seguire dogmaticamente un manuale, ma consegnare valore in modo efficace. Pertanto, pensare in termini di "adattamento" è tanto importante quanto la scelta iniziale. Spesso, un team può iniziare il suo percorso con la struttura rassicurante di Scrum per poi, una volta raggiunta una certa maturità, introdurre elementi di flusso di Kanban per ottimizzare ulteriormente i propri processi.
Questa evoluzione è un segno di salute e di comprensione profonda dei principi Lean che stanno alla base di entrambi i sistemi. L'importante è che ogni adattamento sia una scelta consapevole, guidata dalla necessità di risolvere un problema reale (un collo di bottiglia, una mancanza di flessibilità, ecc.) e non un tentativo di aggirare le discipline che rendono questi framework efficaci. Un approccio ibrido ben congegnato può offrire il meglio di entrambi i mondi, combinando la struttura e il ritmo di Scrum con la flessibilità e l'efficienza del flusso di Kanban.
Scrumban non è un framework ufficiale, ma un termine popolare che descrive un modello ibrido che unisce la struttura di Scrum con la natura basata sul flusso di Kanban. È spesso il punto di arrivo naturale per i team Scrum che si trovano a gestire sia il lavoro di progetto pianificato (tipico di Scrum) sia attività non pianificate e urgenti (dove Kanban eccelle). Ad esempio, un team che sviluppa un nuovo prodotto (usando Scrum) potrebbe anche essere responsabile della gestione dei bug critici che arrivano dalla produzione. Invece di interrompere lo Sprint, il team può usare i principi di Kanban per gestire queste urgenze.
L'adozione di un framework Agile non è un'operazione di "copia e incolla". Ogni azienda B2B ha una sua cultura, una sua storia e dei processi consolidati. Forzare un modello "da manuale" senza considerare il contesto è una ricetta per il fallimento. Il successo dipende dalla capacità di adattare i principi Agile alla realtà specifica della propria organizzazione. Ad esempio, un'azienda con una forte cultura gerarchica potrebbe faticare con il concetto di "team auto-organizzato" di Scrum. In questo caso, un primo passo potrebbe essere l'adozione di Kanban per visualizzare e ottimizzare i processi esistenti, introducendo gradualmente maggiore autonomia man mano che il team e il management acquisiscono fiducia.
Un'altra considerazione cruciale per il B2B è l'integrazione con i clienti. Spesso, i contratti e le aspettative dei clienti sono basati su scadenze e deliverable fissi, che sembrano in contrasto con la flessibilità Agile. Un adattamento intelligente potrebbe consistere nell'usare Scrum internamente per gestire lo sviluppo in Sprint, ma presentare al cliente una roadmap a più alto livello con checkpoint e rilasci pianificati, offrendo trasparenza e prevedibilità senza sacrificare l'agilità interna. In SAEP ICT, crediamo che il ruolo di un vero partner tecnologico sia proprio questo: non imporre una soluzione, ma aiutare il cliente a trovare e personalizzare l'approccio Agile che crea il massimo valore nel suo specifico ecosistema di business.
Siamo giunti al momento della decisione. Hai esplorato la mentalità Agile, approfondito la disciplina ritmica di Scrum, l'efficienza del flusso di Kanban e la filosofia di fondo del Lean Thinking. Ora hai una mappa dettagliata per orientarti. La scelta non deve essere paralizzante. Ricorda i principi guida: inizia da dove sei e cerca il miglioramento continuo. Se il tuo team sta sviluppando un prodotto completamente nuovo, con un alto grado di incertezza e la necessità di feedback costanti, la struttura di Scrum offre una solida base di partenza, guidando il team con ruoli e cerimonie chiare.
Se, invece, il tuo obiettivo è migliorare l'efficienza di un processo esistente, gestire un flusso costante di richieste di servizio o supporto, o introdurre l'agilità in modo meno dirompente, Kanban è probabilmente la scelta più saggia. La sua flessibilità e l'enfasi sulla visualizzazione permettono di ottenere risultati rapidi senza stravolgere l'organizzazione. E ricorda: la scelta non è per sempre. Misura, ispeziona e adatta il tuo processo. Potresti scoprire che un approccio ibrido Scrumban è la destinazione finale del tuo viaggio.
Qualunque sia la tua scelta, il passo più importante è iniziare. Come tuo partner per la trasformazione digitale, SAEP ICT può affiancarti in questo percorso, aiutandoti non solo a scegliere il framework giusto, ma a implementarlo, adattarlo e integrarlo con successo nei tuoi processi di business per trasformare l'agilità da una parola d'ordine a un vantaggio competitivo reale.
La differenza più grande è che Scrum è un framework iterativo basato su cicli a tempo fisso (Sprint) per gestire progetti complessi, mentre Kanban è un metodo basato su un flusso continuo per ottimizzare un processo esistente.
Assolutamente sì. Sebbene sia nato nel mondo IT, Scrum è un framework di project management estremamente efficace per qualsiasi progetto complesso e innovativo, dal marketing alla ricerca e sviluppo, dalla progettazione di prodotti fisici alla riorganizzazione aziendale. Qualsiasi progetto con requisiti incerti che beneficia di un approccio iterativo e di feedback costanti è un buon candidato per Scrum.
Inizialmente, sì. Kanban è generalmente considerato più facile da avviare perché il suo primo principio è "inizia con quello che fai ora", quindi non richiede cambiamenti immediati a ruoli o processi. Tuttavia, raggiungere un alto livello di maturità con Kanban, ottimizzando costantemente il flusso e gestendo le metriche (Cycle Time, Throughput), richiede una grande disciplina e un impegno proattivo al miglioramento continuo da parte di tutto il team.
Meno di Scrum o Kanban. Lean è più una filosofia o una mentalità focalizzata sulla creazione di valore e l'eliminazione degli sprechi. Non si "implementa" Lean come si implementa uno strumento. Piuttosto, si "adotta" un pensiero Lean e si utilizzano metodi come Kanban o framework come Scrum per mettere in pratica i suoi principi. L'obiettivo è creare una cultura del miglioramento continuo (Kaizen) a tutti i livelli dell'organizzazione.
In questo scenario, Kanban è quasi sempre la scelta migliore. La sua natura a flusso continuo e la capacità di ri-prioritizzare il lavoro in tempo reale sono progettate specificamente per gestire contesti in cui le interruzioni e le emergenze sono la norma. Scrum, con i suoi Sprint "bloccati", farebbe fatica a gestire un alto volume di lavoro non pianificato senza compromettere costantemente lo Sprint Goal.